Un monito dal parroco ai genitori – In occasione dell’iscrizione all’anno catechistico

ARCE – «Siate prima di tutto credibili con l’esempio».
È il monito del parroco di Arce, don Ruggero Martini, unitamente ai catechisti della parrocchia dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, indirizzato ai genitori dei ragazzi che frequenteranno i corsi di cate-chismo.
Il sacerdote, in una lettera, ha spiegato l’importanza di dare il giusto senso alle azioni che si com-piono come credenti. Un argomento molto caro al parroco che in diverse occasioni (nell’organizzazione delle feste patronali, nelle esteriorità verso il culto dei santi e nelle ricorrenze pagane come Halloween) aveva già richiamato la comunità a rivedere certi atteggiamenti.
«Iscrivendo i vostri figli al catechismo – scrive don Ruggero rivolgendosi ai genitori – vi siete presi un bell’impegno, quello di accompagnarli! È già molto. Fedeltà e puntualità a quest’appuntamento settimanale, sono un bel segno di serietà che indica che ci tenete. Occorre però – precisa ancora il sacerdote – che voi apprezziate quello che i vostri figli faranno a catechismo, che lo rendiate credi-bile prima di tutto con l’esempio. Ci spieghiamo. Non pensiamo che una famiglia mandi il figlio o figlia a qualche corso o impegno (musica, sport, danza) e poi a casa disprezzi quella attività. Meno male! Per i bambini sarebbe incomprensibile e insostenibile. Non li aiuterebbe proprio, né a fare quella cosa, né a crescere sereni. Qualcosa del genere, lasciatecelo dire, vale anche per il catechismo. I bambini – fa notare ancora don Ruggero – hanno bisogno di essere accompagnati, non solo portati. Hanno bisogno di vedere, di toccare con mano, che anche papà e mamma in qualche modo ci credono. Vedete se i bambini non respirano un po’ di “aria cristiana” in casa, è difficile che per loro venire al catechismo sia bello e significativo. Per questo vi proponiamo di trovare qualche momento, in casa, per far respirare loro un po’ di questa aria. Anzitutto volendovi bene e volendo il loro bene, ma anche (perché no?) con qualche gesto esplicitamente cristiano: una preghiera detta insieme la sera, una visita in chiesa, la benedizione del pasto, la messa la domenica… Non è tutto –  conclude il parroco nella nota – vi proponiamo di incontrarci ogni tanto per ripercorrere, a misura di adulto, il cammino dei figli».

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