‘Un ostacolo da rimuovere’ – La madre, con un bimbo disabile, chiede da tempo il cambio di alloggio

ARCE – Cambio di alloggio del bimbo disabile, il consigliere Marcello Marzilli scrive a Enzo Di Stefano.
«E’ una assurda storia di ordinaria burocrazia» scrive in una nota l’ex assessore alle Politiche Sociali.
«Sono stato informato di questa vicenda – spiega – e, sia come padre che come amministratore, sono rimasto sconvolto. Come è possibile che una madre non riesca ad ottenere il cambio di un alloggio sito al piano rialzato con uno che si trova al piano terra? Forse l’alloggio di cui si chiede l’assegnazione è occupato? No – specifica Marzilli – l’alloggio è libero da tempo, eppure, l’l’Ater nicchia. Ora accade che questa giovane madre proprio non ce la fa più a portare il suo bimbo in braccio, tutti i giorni, su e giù per le scale, per poterlo accompagnare a scuola e per le altre esigenze della vita. Una vita che per il piccolo, nonostante l’amore della mamma, del papà e del fratello, è già incredibilmente difficile. E c’è di più – aggiunge il capogruppo di “Arce nel Cuore” – se l’Ater non farà in fretta ad assegnare l’altro alloggio alla famiglia, la giovane mamma sarà costretta a non portare più il bimbo presso la scuola dell’Infanzia di Isoletta d’Arce. Non si può consentire – dice ancora Marzilli – che a questo bimbo, a cui la vita ha già riservato difficoltà enormi, sia anche privato della gioia di trascorrere una parte delle sue giornate circondato dall’affetto e dalla gioiosa compagnia degli altri bambini. Per questo, ho inviato una lettera personale al presidente dell’Ater al quale ho chiesto di intervenire, con tutta la sua autorità, per rimuovere gli ostacoli che impediscono al piccolo di abitare al piano terra e, quindi, di condurre una vita senza ulteriori difficoltà. Sono consapevole della filiera burocratica che probabilmente rende complesso il “cambio di alloggio” richiesto – conclude Marcello Marzilli – ma allo stesso tempo credo che ogni problema, ogni lungaggine burocratica, dovrebbe essere superata dal buon senso, dalla consapevolezza e, soprattutto, dall’umanità».

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