‘Una commissione che garantisca le pari opportunità’ – Sara Petrucci pone la questione ‘rosa’ nell’amministrazione comunale

ARCE – «Il nostro statuto non contiene la parola “pari opportunità” e dovremmo prendere esempio dal regolamento del consiglio comunale dei ragazzi». Sarà Petrucci pone la questione “rosa” nell’amministrazione comunale. L’occasione è stata l’insediamento del nuovo baby sindaco del paese che è una bambina, Jessica Tudini. «Ho provato una certa emozione – ci ha detto la Petrucci – a vedere con quale impegno e quale determinazione questi ragazzi hanno assunto il loro ruolo di baby amministratori. Nel formulare a tutti loro un buon lavoro – ha aggiunto – non ho potuto fare a meno di evidenziare che grande “lezione” di rispetto della democrazia abbiamo dato a noi politici “senior”. Nel regolamento del consiglio comunale dei ragazzi, infatti, è previsto espressamente che la formazione delle liste sia fatta tenendo in considerazione la rappresentanza del 50% per i due sessi e che la carica di vice baby sindaco sia assegnata nel rispetto delle pari opportunità. Quindi – fa notare la Petrucci – se il baby sindaco è una donna, il suo vice sarà un uomo. Un discorso tutt’altro che scontato per noi “grandi”, dove nella giunta municipale è presente un solo assessore donna su sette membri (compreso il sindaco) nonostante ci sia un‘altra donna in maggioranza. Ricordo che proposi, in fase di elezione del presidente del consiglio, di riequilibrare questa situazione eleggendo una donna a capo del massimo consesso civico. Una proposta rimasta totalmente inascoltata perché andava ad intaccare contentini a chi era rimasto fuori dalla giunta. Alla fine, nonostante in questi giorni si faccia un gran parlare del tema delle pari opportunità, i fatti sono altri. Così come testimonia lo statuto comunale di Arce dove la parola pari opportunità è proprio sconosciuta, dimostrando che la politica è una terra di dominio maschile dove la presenza delle donne risulta ancora oggi molto marginale. Partendo da queste premesse ho proposto all’attenzione dell’ultimo consiglio comunale la costituzione di una commissione per le pari opportunità, raccogliendo il consenso delle altre due donne (Brigida Fraioli e Annalisa Quattrucci) presenti nell’assise. Oggi ci poniamo il problema perché c’è stata una coraggiosa sentenza del Tar di Lecce, ma è chiaro che l’esigenza di garantire il rispetto delle pari opportunità è reale va oltre un dispositivo di un giudice. Le donne – ha concluso l’esponente del Pdl – non vanno blindate nelle “quote rosa”, ma tutelate nel rispetto sancito dalla nostra carta costituzionale».

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