Una divisione di deleghe per governare senza liti – A Calcagni sarebbe stata lasciata solo l’urbanistica

ARCE – Quando il potere non è più condiviso, allora è meglio spartirlo.
Deve essere questo, alla fine, il ragionamento che è prevalso sulla nota vicenda dell’assessorato ai Lavori Pubblici di Arce.
Lunedì sera si è tenuta la tanto attesa riunione di maggioranza. L’esito ufficiale dell’incontro è stretto attorno al massimo riserbo. Bocche cucite, telefonini che squillano a vuoto. Tutto lascia intendere che lo strappo sia stato ricucito o sarebbe in procinto di esserlo. Ma quali sono i termini dell’accordo? Nessuno li dice. O meglio, nessuno ha il coraggio di spiegare all’opinione pubblica che cosa è cambiato rispetto a dieci giorni fa, quando il sindaco Simonelli e l’assessore Calcagni si sarebbero reciprocamente accusati di perseguire gli interessi personali e quelli di amici influenti al posto di quelli collettivi. Ora si starebbe provando a trovare una soluzione «per il bene del paese».
Il sindaco avrebbe annunciato ai suoi che ci sarebbero i termini per proseguire il lavoro dell’amministrazione senza toccare la giunta. Ma non le deleghe.
Secondo indiscrezioni, infatti, una serie di incontri segreti, l’ultimo svoltosi a Ceprano la sera prima della riunione di maggioranza, avrebbero sancito il nuovo patto. Scindere l’assessorato ai Lavori Pubblici (che rimarrebbero ad interim nelle mani del sindaco) dall’Urbanistica creando due nuove macro-aree di competenza, prevedendo anche la formazione di un apposito ufficio comunale con tanto di responsabile designato dall’assessore. Vale la pena ricordare che la querelle tra il primo cittadino e Calcagni era sorta a seguito delle doglianze di quest’ultimo sul fatto che il sindaco gli impedisse di svolgere il mandato avuto con la delega e che lo stesso fosse stato estromesso da decisioni importanti, a cominciare dalla nomina del funzionario responsabile dell’ufficio tecnico.
Insomma una torta troppo grande da gestire in disaccordo e quindi meglio dividerla. L’ipotesi di smembramento dell’assessorato avrebbe colto di sorpresa alcuni esponenti di spicco della maggioranza, che per ora starebbero a guardare.
Se tutte le voci di corridoio venissero confermate, la politica arcese avrebbe scritto un’altra brutta pagina del suo libro, dove le manovre di palazzo continuano ad avere la meglio sui problemi di tutti i giorni.

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