Una passeggiata a cavallo per riscoprire la storia – Organizzata dall’associazione Cavalieri di Montagna

COLFELICE – Quando la passione per i cavalli e la natura incontra il desiderio di riscoprire la storia e la cultura del territorio, ovvero “Trekking a cavallo alla scoperta dell’area archeologica di Fregellae”.
La manifestazione, organizzata dall’associazione “Cavalieri di Montagna” di Cassino, è prevista per il prossimo 28 marzo: il percorso del trekking interesserà anche il territorio di Colfelice e di Arce, le cui amministrazioni comunali hanno concesso volentieri il loro patrocinio e la loro collaborazione. Tra le finalità dell’associazione presieduta dal cassinate Achille Sangiovanni, aggregata alla federazione italiana del Turismo Equestre e iscritta al registro Coni, c’è dunque innanzitutto la valorizzazione delle bellezze naturalistiche e storiche del territorio.
Il trekking partirà alle 8 di mattina dell’ultima domenica di marzo dal campo sportivo di Colfelice per proseguire, attraversando il bosco del paese, via del Soldato e via Taglia, verso il comune di Arce, nell’area archeologica. I partecipanti, che passeranno poi per la strada che dalla località Colle Olivo conduce a Isoletta per prendere la via che da Ceprano porta a Fregellae, sosteranno per il pranzo nell’area attigua e continueranno il loro viaggio nella riserva naturale delle antiche città di Fregellae e Fabrateria Nova, l’odierna Ceccano. Dopo la visita dei resti archeologici della colonia di Fregellae fondata dai Romani nel 328 a.C. sulla riva sinistra del fiume Liri, il rientro dei cavalieri a Colfelice è previsto intorno alle 17.
Fregellae fronteggiò l’avanzata di Annibale nel 212 a.C. distruggendo il ponte sul Liri. Prima della definitiva distruzione era un centro molto fiorente ed economicamente centrale nel Lazio meridionale, circondata da fertili valli con risorse idriche abbondanti. Nel 125 a.C. a seguito delle proposte politiche di Marco Fulvio Flacco, che voleva estendere i diritti politici romani agli italici, la città fu a capo di una rivolta presto sedata. Perciò fu distrutta e i cittadini deportati a Roma, dove furono oggetto di processi e persecuzioni. Quanti erano rimasti fedeli al senato romano furono inviati come coloni a Fabrateria Nova.

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