Una patrona senza festa – L’amarezza dei cittadini. Luigi Germani torna ogni anno da Lecco a Villafelice per partecipare alla solennità in onore della Vergine

COLFELICE – Torna appositamente nella settimana di Ferragosto ogni anno da Lecco, e con sé porta anche diversi fondi raccolti tra gli amici lombardi per organizzare la festa dell’Assunta nella parrocchia omonima della frazione di Colfelice.
Quest’anno, però, Luigi Germani ha trovato una brutta sorpresa: non solo non si è svolta la festa ma neppure la processione. Anzi la statua della Vergine Assunta in cielo non è stata neppure scesa dalla nicchia in cui è collocata e avvicinata in qualche modo dai fedeli.
«Sono molto deluso e amareggiato dal fatto che per la prima volta in settant’anni – ha detto il signor Germani – la parrocchia di Villafelice non ha avuto il diritto cristiano di onorare la sua patrona con lo svolgimento della doverosa processione per le strade del paese. I fedeli – ha aggiunto l’uomo emigrato al nord da ragazzo – sono stati privati del momento di fede più importante del paese».
E’ adirato e sconcertato Luigi Germani che il suo paese non ha mai dimenticato e che anzi lo vedeva protagonista proprio a Ferragosto quando era impegnato in prima linea nella preparazione della festa patronale affianco al sacerdote e al comitato.
«Le mie – dice lui stesso – sono le parole di un cittadino che ha nel cuore la fede e l’attaccamento alle sue origini. Tutti noi ci dobbiamo chiedere perché non si è svolta la processione e perché la statua dell’Assunta non è stata neppure scesa dalla sua nicchia per essere venerata dai parrocchiani e dai tantissimi emigranti che come me si trovano a Villafelice per l’estate.
La colpa è riconducibile a uno solo oppure a tutti? In tutte e due i casi – prosegue il signor Germani – dobbiamo riflettere per contribuire a risvegliare nel paese la fede e l’affetto verso la nostra “mamma celeste”».
Poi lancia il suo appello ‘doloroso’ che ha il sapore nostalgico di chi, andato via dal paese natale, sente addirittura più forte di chi nel paese vive la necessità di riscoprire intatte le tradizioni di anno in anno: «Non lasciamo morire la devozione e il culto mariano che i nostri avi ci hanno trasmesso».

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