Uno strano venerdì di vacanza – Un ponte ‘forzato’ per recuperare un anomalo anticipo di settembre

ARCE – Domani scuole chiuse all’Istituto Comprensivo di Arce, Rocca d’Arce e Colfelice.
Non è uno scherzo messo in opera da qualche burlone. Così, infatti,  più di qualche genitore aveva pensato dopo aver letto e riletto la comunicazione che la dirigenza scolastica ha fatto annotare, mercoledì scorso, sui diari dei bambini della scuola primaria. «Avviso – si legge nella nota dettata agli alunni – si avverte che venerdì 30 aprile le scuole saranno chiuse per recupero giorni di anticipo apertura di settembre. Firma per presa visione».
Parole che sono da subito suonate strane. In pratica, il calendario scolastico deliberato a suo tempo dal collegio dei docenti e consiglio d’istituto, prevede per il 30 aprile un ponte “forzato” con la festività del primo maggio seguita dalla domenica. Una facoltà che la legge attribuisce all’autonomia dei singoli istituti scolastici, che consente di anticipare l’inizio dell’anno scolastico di alcuni giorni per poi ridistribuirli come “feste” durante i mesi di lezione. Il fatto curioso, però, che ad Arce le scuole sono iniziate con alcune settimane di ritardo per i noti problemi alle strutture, implosi il giorno precedente l’apertura dei cancelli, quando il primo cittadino fu costretto ad emettere un’ordinanza di sgombro urgente degli edifici delle elementari e della materna. Insomma, questo «anticipo di settembre» non c’è mai stato, anzi c’è stato un forte ritardo per il quale qualcuno si era anche preoccupato.
L’eventualità di una invalidazione dell’anno scolastico, infatti, sarebbe potuta sorgere in mancanza del raggiungimento dei giorni minimi di lezione esplicitamente previsti dalla normativa. Ma evidentemente il problema è superato o non si è mai posto in questi termini. Rimane, però, un utilizzo forse non propriamente corretto di questa opportunità. I malumori tra i genitori, infatti, non sono mancati. Il ragionamento (anticipo delle lezioni non avvenuto a parte) è anche la possibilità di fruire di queste giornate di vacanza sia in favore principalmente degli alunni e delle loro famiglie. Ma un avviso inviato due giorni prima della data utile, serve a ben poco se non a causare disagi. Chi avesse voluto organizzarsi per un week-end lungo, ad esempio, difficilmente è riuscito a farlo in tempo così ristretto. C’è da aggiungere, sempre secondo alcuni genitori, che queste chiusure andrebbero utilizzate nei giorni di scuola che capitano a cavallo di due feste o in quelle occasioni dove abitualmente gli alunni (vedi il Carnevale o la festa di San Giuseppe) già per sé non vanno a scuola.

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