Veroli perde sul filo di lana a Reggio Emilia – Finisce 81 a 78 per i padroni di casa della Trenkwalder con Veroli che si rammarica per un fine gara che poteva essere amministrato in altra maniera.Comunque alla fine lafinal four di coppa Italia avrà ai nastri di partenza anche Veroli che dovrà difendere il titolo vinto nella passata edizione.

Dopo quella con Rimini, un altra durissima, esaltante battaglia al PalaBigi e davanti agli schermi tv: evidentemente da queste parti c’è aria buona per la gioia dei telespettatori di di Rai Sport. Secondo tempo rabbioso e avvincente, con Veroli che, sfumata la sfuriata nella prima parte della Trenkwalder, sembra impadronirsi dei ritmi e dell’inerzia della gara. Il terzo quarto è il più spettacolare e anche il più redditizio per la Prima. La squadra di Cancellieri , con la sua zona, riesce ad addormentare nella sua ragnatela la Trenkwalder che già non ha molta pericolosità offensiva nellem nai e nell’occasiione viene tradita a Marigney. Contemporaneamente il giallorossi di Ciociaria finalmente riescono ad alzare il ritmo, spingono sull’acceleratore e ocnfezionano un quarto ad alta intensità gassosa, in cui esplode tutto il loro potenziale e la loro forza d’urto d’attacco testimoniata dalle cifre delle prime 14 giornate che li vedono comandare in tutte le specialità, dai punti segnatgi allep ercentuali di tiro. Così, nela terza frazione, Veroli produce un bottino di ben 29 punti, dal 2/10 del primo tempo da tre, salta ad un molto più sostanzioso e sostanziale 5/8, sulle ali di un ispiratissimo Rosselli che sale già a 18 punti ed al percorso netto di Foiera dai 6.25 (3/3). Reggio Emilia è sorretta da Boscagin che gioca ai limiti della perfezione. già 20 punti con il 90% al tiro! All’ultimo giro di lancette Veroli si presenta avanti 63-66 che è metà frazione diventa un 68-73 ancira più invitante per il gruppetto di tifosi laziali che si fanno sentire anche se in larga minoranza. Reggio Emilia poi perde per strada Melli per falli e quando Ramagli cerca di stimolare la vena di Marigney viene deluso da tre giocate consecutive da frittata strinata dell’Usa, tra cui un passi e uno sfondo. La Trenkwalder però ha l’energia dei suoi ragazzi e il carattere di un vecchietto terribile, Ale Frosini, di quelli che non mollano mai e la zona della Prima idventa una coperta corta perchèè si espone ai rimbalzi offensivi reggiani, che in questo massacrano Verolò e girano la partita a loro favore. La volata finale è un vortice di emozioni ad alta pericolosità cardiaca, uno dei pochi guizzi di Margney da il sorpasso a Reggio Emilia, 76-75 a di 1’31 dalla fine e subito dopo Frosini realizza su rimbalzo d’attacco – ed è la seconda volta in poco tempo che lascia il graffio della sua zampata in questo arroventato finale – prendendo fallo (78-75) sprecando però il libero aggiuntivo. La Trenkwalder tenta il suicidio sui liberi (8/16 alla fine), si arriva agli ultimi istanti con Reggio avanti 78-77. Ecco un altra unghiata di Fro, canestro più fallo, ma libero cortisismo, è umano anche lui, 80-77 a 15". Hines prende uno strampalato e improprio tiro da tre con il pallone che potrebbe essere la partita, ma sul capovolgimento sfonda Marigney. Va in lunetta Draper, ne stecca uno, 80-78. Fallo sistematico di Veroli, a 8”59 palla ancora per i biancorossi,Marigney prende fallo, ma fa 1/2, nell’area svetta altissimo Smith che stacca tutti: è il rimbalzo decisivo, è la vittoria di Reggio Emilia, ovvero Trenkwalder alle Final Four! Dove, comunque, anche Veroli ci sarà.

I tabellini

Trenkwalder Reggio Emilia – Prima Verol 81-78

TRENKWALDER: Smith 7 (2/5, 1/1), Fultz 11 (2/5, 2/5), Melli 14 (7/11, 0/4), Marigney 8 (2/6, 1/5), Boscagin 21 (7/9, 2/2); Frosini 13 (5/10), Verri 2 (1/2, 0/1), Kudlacek 5 (0/2, 1/1). N.E. Ancellotti, Cervi, Potì. All. Ramagli

VEROLI: Draper 10 (1/3, 1/5), Nissim 16 (4/10, 2/3), Rosselli 22 (6/8, 2/6), Foiera 12 (1/3, 3/3), Hines 14 (5/7, 0/3), Simeoli 2, Gigena (0/2), Bushati 2 (1/1, 0/1), Rossi (0/2 da 3). N.E. Fall. All. Cancellieri

Arbitri: Caroti, Masi e Cappello

Note: Parziali tempi: 23-16, 42-37, 63-66.

 

 

Max Marzilli

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