Via i sigilli dal centro scommesse – A motivare la decisione una serie di sentenze giuridicamente inequivocabili

ARCE – Non è stato convalidato il sequestro del centro scommesse Stanleybet di via Borgo Murata.
Il gip del Tribunale di Cassino, Francesco Mancini, ha ritenuto di non dover convalidare l’azione cautelare eseguita dai carabinieri di Arce lo scorso 13 maggio. Nella lunga disamina, il Gip osserva un articolato contesto normativo e giurisprudenziale dal quale nasce il convincimento che il provvedimento non possa essere convalidato.
La questione, infatti, è all’attenzione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea in un contenzioso internazionale che vede coinvolta la normativa italiana a quella comunitaria. La pronuncia della Corte di Lussemburgo, recepita con una sentenza della Cassazione, ha ritenuto la liceità della condotta della Società Stanley. In pratica, la raccolta delle scommesse che avviene nei punti StanleyBet, attraverso un complicato circuito internazionale on line è conforme al sistema comunitario. Tanto che, proprio in questi giorni, il colosso inglese ha lanciato un’azione risarcitoria di 1,5 miliardi di euro chiamando causa  il Belpaese dopo 12 anni di battaglie per l’accesso al mercato delle scommesse. Richiesta presentata innanzi al Tribunale civile di Roma che sarebbe la più rilevante mai avviata da un’impresa privata contro uno Stato membro nella storia dell’Unione Europea.
Inoltre, il Gip, nel dispositivo, contesta anche la mancanza delle ragioni di urgenza del provvedimento. «L’agenzia – si legge in un passaggio del documento del Tribunale – era operante da tempo e di essa le forze dell’ordine si erano già reiteratamente occupati, tanto che non si trova giustificazione ad un sequestro d’urgenza».
Ora, i titolari dell’attività hanno riaperto l’agenzia e la raccolta delle scommesse, in attesa anche di una normalizzazione definitiva della questione a livello nazionale.

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