‘Viabilità disastrata mentre il Comune resta immobile’ – L’affondo di Fabrizio Rossi

ARCE – «Basta immobilismo, è tempo di intervenire!».
L’ex consigliere comunale Fabrizio Rossi torna a sollecitare l’amministrazione comunale. Il coordinatore provinciale del Movimento per le Autonomie chiede azioni concrete su tutta una serie di questioni che riguardano il paese e la frazione d’Isoletta.
«Si intervenga sulla viabilità – scrive Fabrizio Rossi – attraverso una costante e puntuale manutenzione delle strade che sono diventate impercorribili e sulla pubblica illuminazione spenta da mesi. Rinnovo l’invito al sindaco Simonelli e ai singoli assessori per quanto di loro competenza a monitorare tutto il territorio. Tra le diverse strade che appaiono impercorribili segnalo quella adiacente al lago d’Isoletta che invece di essere “curata” si candida a diventare ricettacolo di sterpaglie, rifiuti e “salti in buca”. E meno male che ricade nel cuore della Riserva naturale, area che dovrebbe fungere da propulsore del rilancio turistico. In attesa che vengano realizzate opere pubbliche più importanti e significative per il territorio, forse sarebbe il caso che l’attuale amministrazione si concentrasse in maniera più incisiva sulla quotidianità considerato che alcune perduranti problematiche cominciano a diventare insostenibili. Mi rendo conto – prosegue – che i bilanci comunali “soffrono” a causa del razionamento delle risorse finanziarie e che gli Enti versano in condizioni di difficoltà, ma questo non giustifica la disattenzione verso i problemi più marginali. Per il lungo periodo è auspicabile un impegno maggiore, in termini di programmazione, per ciò che riguarda la destinazione del “palazzo di vetro”, dell’ex mattatoio, dell’ex cartiera, del carcere mandamentale, e credo sia giunta l’ora di riaprire il discorso sulla vertenza TAV. Le opere pubbliche – fa notare ancora Rossi – possono essere realizzate mettendo in campo progetti di ampio respiro finanziabili con risorse regionali, nazionali e comunitarie, e forse uno sguardo più vigile a queste opportunità non guasterebbe. Sul piano dello sviluppo, riformulo un’idea: perché non si mette mano alla questione della ex Sigicar? La vicenda della struttura va affrontata e risolta una volta per tutte nell’interesse del territorio e dei cittadini. Di questa struttura si conoscono soltanto le attività che ha svolto in passato dopodiché si è creato un vuoto. Ragionare sul futuro dell’impianto significherebbe valutare anche l’ipotesi di una riconversione che arginerebbe i timori della nostra comunità e al contempo rappresenterebbe un volano per il rilancio economico ed occupazionale del territorio. Infine – ha concluso il coordinatore – chiedo all’assessore Colantonio, sempre così sensibile alle tematiche ambientali, di attivarsi per porre fine al parcheggio temporaneo dei rifiuti davanti al cimitero della frazione di Isoletta: credo sia il luogo meno adatto per realizzare l’isola ecologica».

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