CUCINA & ALIMENTAZIONE – Come cambierà il mondo del vino nei prossimi anni. Il calo dei consumi sarà assai limitato nei prossimi 10 anni, una media dello 0,3% e comunque meno marcato rispetto al decennio 2009-2019

ENOGASTRONOMIA – Il calo dei consumi sarà assai limitato nei prossimi 10 anni, una media dello 0,3% e comunque meno marcato rispetto al decennio 2009 – 2019.
Le esportazioni dalla UE verso mercati internazionali rallenteranno ma manterranno un valore positivo intorno a uno 0,4% annualmente.
Il valore è sicuramente inferiore rispetto alla media del + 5% registrato tra il 2009 e il 2019. Cambiano i consumi con una tendenza praticamente inarrestabile verso vini che costano meno.
Il mercato dei vini da tavola e sfusi si svilupperà ulteriormente e visto la diminuzione seppur leggera dei consumi e delle esportazioni scenderà la produzione.
Entro il 2030 in Europa si produrranno una media di 160 milioni di ettolitri con una variabilità annuale che terrà conto delle condizioni meteorologiche.
Il cambiamento climatico in atto porterà ad uno spostamento dei vigneti sempre più verso il Nord Europa.
La regione dello Champagne è stata considerata per decenni la regione produttiva più a nord, ma oramai da anni i vigneti sono di casa nel Sud dell’Inghilterra.
In Cornovaglia Hampshire, Kent, Surrey e Sussex ci sono molte aziende vitivinicole. I Romani portarono la vite in Cornovaglia che prosperò fino a quando la Britannia venne abbandonata dalle legioni di Roma.
Adesso la nuova frontiera del vino è la Scandinavia che è ubicata molto più in là dei 30 gradi di latitudine nord considerati finora il confine climatico estremo per coltivare la vite.
Le viti che più si adattano al clima norvegese sono Cabernet Volos, Fleurtai, Merlot Kanthus, Sauvignon Kretos e Soreli tutte varietà resistenti.
Le caratteristiche dei vini sono influenzate dai mutamenti del clima che cambiano l’acidità e il profilo aromatico.
Nuove tecnologie affiancate alla tradizione e all’esperienza dovranno essere impiegate per accompagnare la transizione agroenologica che è già in atto da anni.
Le chiusure forzate di HORECA e dei locali di ristorazione hanno portato ad un grande cambiamento dei tipi di consumo e delle tipologie di vini.
Le vendite on line e off line sono letteralmente esplose e sempre più si affermano i vini bianchi e rosati e diminuisce il consumo di vini rossi. Si implementa la crescita della produzione e del consumo di vino biologico.
Negli ultimi sette anni dal 2012 al 2019 è triplicato ed emerge una forte crescita dei cosiddetti no alcohol wines o vini non alcolici: + 20%.
I mercati principali di questi vini sono Cina, Giappone, Turchia, Qatar, Arabia Saudita, Yemen, Emirati Arabi Uniti, Finlandia, Svezia, Norvegia, Olanda, Australia, Nuova Zelanda e Stati Uniti.
Aumenteranno anche i consumi di vini a bassa gradazione alcolica e gli spumanti che possono essere consumati in più occasioni.
Leggero aumento della produzione e della vinificazione destinata ad altri usi quali la distillazione e prodotti trasformati ed elaborati.

 

Umberto Faedi – Fonte Egnews

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Da: Fonte Egnews; ---- Autore: Umberto Faedi