ARCE – Registrazioni di Tuzi da riascoltare in aula. Le parole del brigadiere da far sentire alla corte. La proposta choc e le richieste delle parti coinvolte

ARCE – Saranno le parole di Tuzi, ascoltato allora dagli inquirenti come persona che poteva essere informata sui fatti (sit), a rappresentare il fulcro del procedimento che si appresta a entrare nel vivo.

Oltre ai Mottola a processo sono finiti anche Francesco Suprano per favoreggiamento e Vincenzo Quatrale accusato di concorso morale nell’omicidio di Serena e di istigazione al suicidio del brigadiere Santino Tuzi. È proprio la difesa di Quatrale a chiedere l’inserimento della registrazione delle sit dell’aprile del 2008 e delle registrazioni ambientali pur «consapevoli – aggiungono i legali – che si tratti di una prova atipica». Perché in quelle registrazioni sarebbe contenuto il cuore delle accuse.

Ma a rendere nevralgiche le parole di Tuzi pure la difesa dei Mottola: l’avvocato Germani ha chiesto di conservare non solo le trascrizioni ma anche il supporto audio. L’avvocato Marsella ha alzato il livello: «Santino Tuzi non ha mai detto che Serena sia entrata in caserma. Stiamo facendo un processo su una cosa che Santino non avrebbe detto. Tuzi dice sì di aver visto entrare in caserma una ragazza, ma non il primo giugno. E non è neanche sicuro che fosse Serena: per fortuna c’è l’audio. In cui dice No. “Non sono riuscito a vedere il vestiario della ragazza perché il monitor è in bianco e nero” dice Tuzi.

Per questo l’audio sarà utile per fare chiarezza. Anche sulle modalità con cui avvenne l’interrogatorio: domande di 10, 20 righe e risposte di mezza parola. Per questo chiedo che l’audio venga riprodotto in aula». E il pm Siravo, nelle sue richieste, non fa eccezione: tra le prove testimoniali (oltre alla trascrizione di alcune intercettazioni) da inserire indica proprio le sit di Santino (del 28 marzo e 8 aprile del 2008) ovvero da quando per la prima volta afferma che Serena entra in caserma, accanto a quelle di papà Guglielmo. «Una richiesta atipica quella della registrazione – conferma la Siravo – ma lo faccio seguendo un criterio di ricerca della verità e di discovery (trascrizioni già prodotte nell’udienza preliminare)». Non solo. Il pm chiede anche la trascrizione delle intercettazioni, quasi 300, effettuate sul telefono di Tuzi nel 2008.

E di quella ambientale tra Quatrale e Tuzi, anche come «corpo di reato» sottolinea. Poiché, secondo il pm, proprio in quella conversazione si sarebbe consumata l’ipotesi di istigazione al suicidio.

Ovviamente accuse tutte da dimostrare.

Santino Tuzi

«Posso solo immaginare cosa avesse mio padre nel cuore e nella mente in quel momento – ha commentato all’uscita Maria Tuzi, pronta a una battaglia affatto facile -. Posso solo immaginare il suo stato d’animo: aveva tutte le intenzioni di arrivare alla verità ma anche la paura. Chissà forse quante pressioni. Mio padre ha ritrattato la deposizione fatta inizialmente ma allo stesso tempo è riuscito a portare avanti un’opera per fra emergere la verità: non trovo contraddizione in questo. Semmai solo paura».

«Noi confidiamo che questa verità arrivi un po’ alla volta» afferma Consuelo, sorella di Serena, che dopo la morte di Guglielmo (tra poco sarà già trascorso un anno) è scesa in campo accanto allo zio. «A venti anni dalla perdita inconsolabile di Serena si spera di aver imboccato la strada giusta per arrivare alla verità» aggiunge Antonio Mollicone. «Finalmente si è aperto il dibattimento, con il rigetto delle eccezioni preliminari delle difese – aggiunge l’avvocato De Santis – con le richieste istruttorie.

Ora la Corte dovrà pronunciarsi su queste richieste e già dalla prossima udienza si inizierà finalmente con i primi testimoni da ascoltare in aula».

 

Da Ciociaria Editoriale Oggi: C. Di Domenico

282
Da: Ciociaria Editoriale Oggi; ---- Autore: Carmela Di Domenico