MEDICINA & SALUTE – Si può fare il bagno dopo mangiato? Dipende dal pasto

“Quella delle tre ore di attesa è più che altro una leggenda”, spiega Elena Bozzola, consigliere della Società italiana di pediatria (Sip)

ROMA – È vero che fare il bagno dopo mangiato è pericoloso? Quanto tempo bisogna aspettare prima di entrare in acqua? Quali sono i cibi più indicati per la spiaggia? Sono le domande evergreen che ogni estate tormentano i genitori. Elena Bozzola, consigliere della Società italiana di pediatria (Sip), fa chiarezza: “Le classiche ‘tre ore dopo mangiato’ che mamme e nonne dicono di aspettare sono più una leggenda che un consiglio medico vero e proprio. Ogni cibo, infatti, ha un tempo di digestione diverso e non esiste un tempo preciso di attesa tra un pasto e un bagno a mare. Così come non c’è un vero proprio pasto ideale da consumare in spiaggia”.

I CONSIGLI PER I BAMBINI IN SPIAGGIA
Esistono però alcune accortezze valide per tutti, adulti e bambini. “Se il programma è una giornata al mare e il bimbo è particolarmente vivace ed esuberante- precisa Bozzola- è meglio prediligere cibi leggeri e facili da digerire, quali frutta e verdura. Se poi si fanno pasti piccoli, masticando bene, il processo di digestione è aiutato”. Per passare una giornata al mare in sicurezza è poi importante seguire alcune regole. Innanzitutto “offrire spesso da bere al bambino, soprattutto nelle ore più afose- sottolinea la pediatra- e bagnargli sempre bene la testa o coprirla con un cappellino, ricordarsi poi di spalmare la crema solare per proteggere la pelle, anche se l’intenzione è quella di tuffarsi subito in mare. L’acqua, infatti, non lava via la crema, come pensano in molti. Tuttavia- spiega Bozzola- è comunque importante, dopo il bagno, applicarla nuovamente anche se si tratta di un prodotto resistente all’acqua. E ricordarsi di applicare una crema ad alta protezione, sempre, anche se il bambino è già abbronzato”.
Una volta entrati in acqua poi “prestare attenzione anche se il bambino è provvisto di braccioli o ciambella. Il rischio di annegamento c’è sempre– evidenzia la consigliera Sip- Non perdere di vista neanche i bambini che sanno nuotare autonomamente”. Ricordarsi poi di “favorire un ingresso lento e graduale in acqua, soprattutto se il bimbo è molto accaldato e l’acqua è ancora fredda. Lo sbalzo termico troppo rapido può essere pericoloso– spiega la pediatra- e se il bambino avverte una sensazione di freddo o disagio in acqua, invitarlo ad uscire, asciugarlo bene e farlo riposare”, conclude Bozzola.

Fonte: Agenzia DiRE – www.dire.it

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