ARCE – Rosanova gioca d’anticipo. Il consigliere si dimette da direttore e socio della casa di riposo al centro del caso. Via l’incompatibilità votata dall’assise. «Lo faccio per la nonnina e per i miei elettori»

ARCE – Via l’incompatibilità. Che comunque per lui non esiste. Un gesto per sgomberare il campo da ogni dubbio. Alla fine Alfonso Rosanova, per evitare che si protragga il contenzioso sulla sua presunta incompatibilità con la carica di consigliere comunale, ha deciso di rassegnare le dimissioni dagli incarichi di direttore generale e rappresentante legale di Villa Algisa. Si tratta della residenza per anziani che ospita la nonnina arcese la cui retta viene pagata dal Comune, motivo per cui il consiglio comunale ha deliberato l’incompatibilità di Rosanova.

«Una causa di incompatibilità pretestuosa – torna a ripetere Rosanova – che ho “smontato” per evitare rallentamenti burocratici e garantire i miei elettori e tutti i concittadini perché mi sono candidato a sindaco per portare un cambiamento nella politica locale e risolvere le problematiche del paese tempestivamente e nel modo migliore. In quest’ottica, per evitare i tempi lunghi di un ricorso in tribunale, mi sono spogliato delle cariche aziendali».

L’imprenditore spiega il perché della sua decisione: «Soprattutto l’ho fatto per tutelare l’anziana che è ospite della nostra struttura dal 2017. L’anziana che, secondo quanto riportato dall’assistente sociale del Comune, si è ben integrata, al punto “da considerare la sua famiglia gli altri ospiti della struttura”, in ragione dell’alto servizio assistenziale offerto. Questa anziana non doveva correre il rischio di essere sradicata da quella che ritiene, appunto, la sua famiglia per finire in un’altra struttura, dove non conosce nessuno e si sarebbe sentita smarrita. E, proprio per questo, ho richiesto l’intervento dell’assistente sociale a garanzia dell’ospite».

Rosanova aggiunge: «Una vicenda assurda in quanto resto convinto del fatto che non sussistessero cause di incompatibilità.

Tengo a precisare che non ho dichiarato la mia incompatibilità, visto che non ritengo sussistesse e che sarebbe stato più giusto attendere il parere ministeriale prima di deliberarla e non dopo la richiesta formulata da me di sentire il Ministero in proposito. Detto questo, considerando che è trascorso un mese e mezzo dalle elezioni e che i primi due consigli comunali sono stati dedicati praticamente solo alle incompatibilità per cercare di estromettere i due candidati a sindaci non eletti, auspico che la maggioranza inizi finalmente ad affrontare le tante problematiche che affliggono il paese con la stessa determinazione dimostrata in questa vicenda».

Da Ciociaria Editoriale Oggi – Paolo Romano

 

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Da: Ciociaria Editoriale Oggi; ---- Autore: Paolo Romano